Team_7: Modular Choice

Componenti: Martina Bonardo, Federica Borgogno, Giuseppe Bonavita

Estratto dalla relazione di Progetto:

“Dal punto di vista compositivo, uno degli obiettivi fondamentali da prefissarsi è quello di creare ambienti che abbiano “il massimo grado di valore d’uso, in armonico rapporto con le parti” (A.Loos, Parole nel vuoto). Per perseguire tale scopo una delle soluzioni migliori risiede nell’avvalersi di una struttura modulare che oltre a garantire l’abbattimento delle spese costruttive permette all’utente di scegliere, in fase di progettazione preliminare con il progettista, la configurazione dell’abitazione; in questo modo si risponde nel modo più confacente possibile alle esigenze di ciascun cliente. […] Nell’ottica di rispetto e dialogo con l’ambiente, gioca un ruolo fondamentale la scelta di prevedere un tetto giardino che possa drenare più facilmente l’acqua e restituire all’ecosistema quella parte di suolo sottratta dalla costruzione. Inoltre per favorire questo dialogo tra uomo e ambiente la parete Sud del soggiorno è stata pensata completamente vetrata permettendo di consolidare il ruolo assegnato al living: un luogo in cui gli abitanti del XXI secolo, solitamente indotti al progressivo allontanamento, possano invece ritrovarsi, socializzare e consolidare le relazioni. L’integrazione di camere-extra da dedicare all’attività del bed&breakfast ha dato la possibilità di ideare spazi dinamici, che possano mutare e crescere con la famiglia. Tutte le partizioni interne sono leggere, alcune semovibili come quella tra soggiorno e camera al piano terreno, per creare un ampio salone che potrebbe agevolare coloro i quali volessero offrire alla comunità un servizio di baby parking temporaneo.

Se dal punto di vista compositivo la scelta di installare un gran numero di vetrate garantisce un senso di trasparenza e sincerità costruttiva, bisogna notare che strutturalmente si è preferito tradire questo significato in favore di un effetto più scenografico: volendo realizzare un soggiorno completamente sgombro da pilastri strutturali e avendo allo stesso tempo una camera al piano di sopra, era necessario trovare una soluzione statica adeguata, per questo si è scelto di collegare il solaio del primo piano al tetto tramite un tirante in modo da lasciare il piano sottostante sgombro.

Se si volesse trovare una giustificazione a tale scelta è possibile fare riferimento alla teoria della complessità e contraddizione di Roberto Venturi, egli sosteneva: “Io amo gli elementi che sono ibridi piuttosto che puri, quelli di compromesso piuttosto che quelli puliti (…). Io sono per il disordine pieno di vitalità più che per l’unità ovvia, accetto il non sequitur e proclamo la dualità”.”


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