Team_1: green into the green

Componenti: Vittoria Bergantin, Marta Boero, Michela Carnevale

Estratto dalla relazione di progetto:

“Il progetto reinterpreta la tipologia tradizionale della casa a corte e sviluppa, tra le varie forme di aggregazione, la “corte aperta”, che  ha il vantaggio di poter offrire maggior privacy, pur essendo per definizione una tipologia abitativa che implica uno stretto contatto tra gli abitanti.

Le unità abitative sono il risultato della sovrapposizione di solidi puri, che unisce simmetria e funzionalità, poiché sovrapponendo due parallelepipedi si è ottenuto un ampio portico, un terrazzo e un tetto piano adibito a giardino. I due parallelepipedi sono infatti posti l’uno sull’altro a formare una “L”.

Tra le abitazioni bifamiliari, al piano interrato, sono previste le rimesse per le auto (due per famiglia) e da questo piano parte una scala (questa volta non a chiocciola per motivi funzionali) che arriva al piano terra e prosegue fino a sbarcare su una pensilina che collega i due terrazzi, permettendo anche ai proprietari della casa del piano primo di accedere alla propria abitazione. La scala è compresa tra due muri che sostengono anche la struttura ed è riparata da una copertura in policarbonato. La pensilina non è esclusivamente  un collegamento funzionale per l’accesso alla casa bensì un modo di comunicare con il vicinato, per rendere più facili le comunicazioni e la socializzazione in un contesto come il nostro dove sempre più spesso i vicini non si conoscono. Il fine dell’aggregazione “a corte” vuole essere di invogliare le persone a entrare in contatto col prossimo. Il principio è quello della comunione e della condivisione di spazi comuni, tipico della corte agricola, oggi dimenticato. Il cortile è stato pensato per cercare di creare uno spazio esterno, come per l’interno,c he diventasse un punto di ritrovo per la comunità di vicinato.

 Tra le due bifamigliari è stata inserita solamente  la copertura per riparare la scala che sale dalle rimesse interrate.

In termini di riferimenti culturali, il progetto trae ispirazione dal Butler Residence (PATH Architecture, Portland, Oregon), sia per la forma, insieme di parallelepipedi sovrapposti a L, sia per la scelta dei materiali naturali.

In particolare, il rivestimento è pensato in legno di castagno, che pur essendo un legno duro da lavorare, è autoctono e inoltre ideale per i rivestimenti.

quasi ogni componente esterno è realizzata in legno, alcuni particolari sono realizzati in acciaio, quali per esempio le scale esterne, in modo da non rendere “pesante” la costruzione all’impatto visivo.

L’intera struttura interna è in acciaio, ciò la rende leggera, flessibile e ideale in caso di sismi.  Per le travi ed i pilastri sono stati utilizzati profili IPE e HE.

 In conclusione nel presente elaborato progettuale coesistono una profonda riflessione in termini di sostenibilità e la proposta di nuovi spazi per una migliore qualità di vita, puntando sul valore della collettività e del rapporto uomo-natura.”

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