Team_6: Una Finestra sul Parco

Componenti:  Alessandra Brosio, Arianna Cantele, Nadia Carnevaletti

Estratto dalla relazione di progetto:

Le tipologie di oggi, modellate sul territorio per favorire l’anonimato e un individualismo esasperato, vanno contro l’idea stessa del “risiedere” che, per sua natura, porta inevitabilmente anche il significato di relazionarsi all’intorno”. (Mario Botta, Paolo Crepet, Dove Abitano le Emozioni).

Se quindi risiedere significa anche relazionarsi con ciò che ci circonda, è importante che alla base di un progetto vi sia un’attenta analisi dell’ambiente a cui è destinato. Basandoci su questo principio, abbiamo cercato di realizzare un progetto che favorisse le attività sociali e relazionali attraverso collegamenti funzionali tra l’area a noi assegnata e il Parco Regionale della Mandria, valorizzando e salvaguardando l’aspetto paesaggistico con un basso -impatto ambientale.

A tale scopo abbiamo dotato l’area di una rete interna stradale e di collegamenti pedonali e ciclabili al Parco stesso e abbiamo realizzato un pergolato in comune ai vari blocchi abitativi, come luogo di incontro e di aggregazione. Accanto a questa zona, sfruttando la pendenza naturale del suolo nel lotto C12, abbiamo pensato di costruire un anfiteatro, destinato a spettacoli all’aperto, che godrà di uno sfondo naturale rappresentato dal Parco della Mandria. La struttura, pur non essendo di grandi dimensioni, è in grado di ospitare un discreto numero di spettatori, non solo residenti in loco, ma anche provenienti da fuori. Le strutture presenti all’interno dell’area hanno l’obiettivo di stimolare attività ricreative all’aria aperta destinate ai giovani ed ai bambini, creando in tal modo i presupposti per favorire una scelta abitativa di tali fasce d’età di popolazione nella zona di Druento. All’ interno dell’area abbiamo realizzato un progetto di aggregazione di più blocchi abitativi all’interno del lotto C12 che ha una superficie territoriale di 24.473 m2. I vincoli urbanistici consistono in 7.341,9 m3 costruibili, 67 abitanti teorici e una superficie copribile di 5.699,5 m2. La superficie del lotto da restituire è 1.675 m2 .

Gli edifici di entrambi i blocchi sono interamente costruiti in legno e la presenza di ampie vetrate valorizza tale fattore, consentendo allo stesso tempo di godere appieno dello splendido panorama circostante. Per sfruttare al meglio la luminosità dei locali abbiamo pensato all’utilizzo di tonalità calde alle pareti e a pavimenti almeno parzialmente in parquet. Un sistema di pannelli fotovoltaici, collocati sul tetto, è inoltre in grado di sopperire a buona parte dei consumi energetici delle abitazioni. La struttura è composta da un tetto piano in legno lamellare, i solai sono composti da un tavolato, travi secondarie e travi principali che poggiano su pilastri. Tutti gli elementi strutturali sono stati pensati in legno lamellare; i giunti tra le travi secondarie e quelle principali sono in acciaio, così come quelli tra trave principale e pilastro. Tre controventi sostengono l’edificio opponendosi alle forze orizzontali

Una delle principali caratteristiche dell’edificio per 4 persone è la presenza di due grandi spazi comuni: uno, al piano terra, che unisce il soggiorno alla cucina e uno, al primo piano, che unisce la zona adibita a studio alla zona notte. L’obiettivo è permettere una libera gestione degli spazi a disposizione di tutti i componenti della famiglia, utilizzando, ad esempio, pareti scorrevoli per dividere all’occorrenza lo studio dalle camere da letto. Una buona relazione con l’ambiente esterno è garantita da grandi superfici vetrate nel soggiorno e nella cucina. Le vetrate scorrevoli del soggiorno sono pensate per aprirsi completamente verso il “fuori”, in modo da creare un abbattimento virtuale della quarta parete. L’edificio, di forma semplice e squadrata, è movimentato da una parte aggiunta, l’atelier; proprio perché riteniamo importante “incoraggiare attività che possano sovrapporsi”2 , abbiamo voluto diversificare questo ambiente dai locali classicamente abitativi, dotandolo di una parete di tipo “panoramico” semicircolare, ad espressione delle potenzialità creative di chi lo utilizza, sia a scopo lavorativo che ricreativo.

 Il filo conduttore del nostro progetto in tutte le sue fasi è stata la ricerca di soluzioni favorenti l’aggregazione e le relazioni interpersonali, creando il maggior numero di ambienti comuni, sia all’interno dello stesso nucleo familiare, sia per tutti gli utenti del blocco abitativo. Per questo motivo abbiamo pensato, in base al tipo di aggregazione, ad un ingresso comune nelle abitazioni per quattro persone e ad un giardino comune nelle altre. Anche le aree attrezzate per attività ludiche e ricreative rappresentano elementi che favoriscono la socializzazione in un ambiente protetto ma non “chiuso”. In tal modo utenti di tipo diverso si trovano a condividere la stessa area abitativa. Speriamo che questa impostazione favorisca la convivenza di coppie giovani con bambini e coppie più anziane; in tal modo si potrebbe contribuire al rinnovamento e all’integrazione delle diverse fasce d’età della popolazione degli attuali e dei futuri abitanti dell’area, garantendo un’equilibrata distribuzione di generi.”

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