Team_18: alle porte de La Mandria

Componenti:  Alessio Bogni, Antonio Bonfitto, Martina Bussone

Estratto dalla relazione di progetto:

“Il progetto prevede l’uso di ampie vetrate che possano far entrare una notevole quantità di luce e che permettano un dialogo ottimale con l’ambiente circostante. Nel piano inferiore si è cercato di ridurre al minimo l’uso di tramezzature interne per agevolare il dialogo e dare un aspetto più aperto e luminoso all’alloggio. Nel piano primo invece, l’uso di tramezzi interni è maggiore in quanto la zona notte necessita di maggiore privacy. L’accesso alle camere è stato studiato come una sorta di area relax interna, in cui la persona possa, o leggere comodamente un libro o semplicemente osservare il paesaggio offerto dalle grandi vetrate. Per ridurre al minimo l’ingombro del vano scala  all’interno del progetto, i due  piani vengono collegati tramite una scala a chiocciola. L’accesso al terrazzo, invece, avviene mediante l’uso di una scala esterna, la quale collega anche il piano terra con il primo e quindi facilita anche il trasloco dei mobili al piano superiore.

I muri perimetrali sono realizzati a sandwich, ciò abbatte notevolmente i tempi di costruzione e permette di avere una struttura che potrà essere dismessa e riutilizzata. Il tetto dell’edificio è studiato anch’esso in legno con una maglia più larga che permetta all’acqua di filtrare tra le doghe, la quale dopo aver percorso la guaina scola fino al terreno. Tutto il perimetro del tetto è contornato da una fascia di doghe in legno con spessori e distanze diversi producendo un effetto “dissolvenza”. La facciata risulta compatta, ma allo stesso tempo leggera. Ogni unità abitativa ha la sua parte di zona privata ma può cedere facilmente anche a quella pubblica.

Il progetto ha anche ipotizzato il restringimento di alcune strade interne all’area che risultavano sovradimensionate e occupano troppo spazio. Dalla metratura in eccesso delle strade, abbiamo ipotizzato una pista ciclabile che affianchi il marciapiede attorno all’area centrale, essa consentirà di muoversi nel quartiere usando semplicemente una bicicletta a discapito delle automobili. La presenza del parco giochi a ridosso della strada interna è una fonte minore di pericolo, in quanto il flusso delle automobili è certamente minore rispetto a quello della provinciale. Le aree vicino agli scivoli sono state dotate di porzioni di terreno con sabbia per permettere anche ai più piccoli di divertirsi in sicurezza. Sia il campetto da calcio che quello da pallavolo sono stati dotati di una recinzione. Per rendere l’area di studio più consona ad introdurre il parco La Mandria, vero e proprio, tutta l’area è stata fittamente alberata con le stesse specie presenti all’interno del parco. Concludendo, la progettazione del nuovo quartiere valorizza le aree verdi e cerca avvicinarlo al parco regionale verso un modo diverso e più sostenibile di concepire l’abitare.”

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